Gallery
 

Monasteri e Chiese

Il Sacro Convento di Myrtidion è la sede del più importante cimelio per la tradizione e per l’eredità citeriana. L’icona della Madonna Myrtidiotissa è il simbolo della religione ortodossa di migliaia di citeriani, da quando è stata ritrovata. Insieme all’emigrazione dei citeriani per tutto il mondo, sono stati trasmessi il credo, il ricordo e la devozione, per quello che significa e che lega questo simbolo. Pertanto, la Madonna Myrtidiotissa è la protettrice di tutti i citeriani. Il monastero si trova nella parte occidentale dell’isola, poco più sotto del paese di Kalokerines. L’ambiente del monastero provoca al visitatore una commozione religiosa. Una forza sacra dentro il giardino del convento, lì sulle scale, fuori dalla chiesa principale del complesso monastico, dona pace, amore, concordia.

Secondo la tradizione, un pastore aveva le sue pecore in questa zona. Un giorno portò ad abbeverare le sue bestie nell’ovile. Accanto ad una pianta di mirto vi era un’icona. Il pastore la portò a casa propria. Però la notte, mentre dormiva, l’icona tornava ancora accanto alla pianta di mirto. Una notte il pastore sognò un angelo che gli disse che la Madonna voleva che lì venisse costruita una piccola chiesetta. È esattamente sotto alla nuova chiesa, che fu costruita nel XIX secolo. La chiesa della Madonna Myrtidiotissa (del mirto) è circondata da molte celle. C’è un’usanza a Citera, il “Decapentismos”. Ogni estate dall’1 al 15 agosto, giorno della festa della Dormizione della Vergine, affluiscono credenti nel monastero della Madonna, così come nei monasteri di Agia Elessa e Agia Moni, per rimanere nelle celle tutto il tempo necessario alla purificazione, facendo digiuno e osservando la celebrazione della Santa Messa e il programma del monastero. Potete avere informazioni nella cattedrale di Citera, se volete partecipare all’usanza del Decapentismos.

Visitate il Crocifisso, fioretto di un marinaio, che domina la montagna dall’alto del monastero, e godetevi il panorama. Potete, inoltre, scendere con l’auto in una strada impervia di terra battuta ad ovest del monastero, nella costa occidentale, dove si trova la chiesetta di Agios Nikolaos (San Nicola) di Krasà. Il tramonto da lì è bellissimo. Potete anche pernottare a Limnaria, piccolo porticciolo a nordovest del monastero.

Agia Elessa

Sulla montagna che somiglia ad una nave, sopra il paese di Livadi, si trova il monastero di Agia Elessa. Su questo monte venne martirizzata Santa Elessa. Figlia di Elladio, un ricco nobile del Peloponneso, abbracciò il Cristianesimo e, perseguitata dal padre per questa sua scelta, si recò sull’isola per diventare monaca. Lui la cercò, andò a Citera e la uccise su questa montagna nel 375 d.C. Nel 1871 venne costruito, nel punto in cui si consumò il martirio e nei ruderi di un tempio antico, una nuova chiesa ad una navata, con architettura a stile di basilica, e attorno, le celle, il priorato e altri spazi ausiliari. Oggi dispone di 20 celle, nelle quali soggiornano i credenti per il Decapentismos. Incantevole veduta panoramica di quasi tutta l’isola e verso le coste sudoccidentali.

Agia Moni

Il monastero di Agia Moni si trova nella zona orientale di Citera, sulla catena montuosa sopra Diakofti. Esiste da molto tempo come piccolo sacro “proskinitari” (leggio su cui veniva esposta l’icona all’adorazione) nel nome della madonna e venne chiamato Agia Moni, perché lontano e isolato. Il 23 settembre 1767 un pastore, di nome Viaros, trovò dentro una tenda, un’icona a due facce della Madonna con scritto “Credi sempre a Moni” e di Agios Georgios (San Giorgio). Nella zona era caduto un fulmine che aveva distrutto tutto tranne l’icona. Il vescovo di Citera, Nikiforos Mormoris, visitò il luogo e vide i ruderi della piccola chiesa e delle celle e, insieme alla commissione e ai sacerdoti, decise di ricostruire il monastero. Nel 1803 Theodoros Kolokotronis si rifugiò a Citera, dove aveva rapporti amichevoli con la famiglia Alvanaki.

Nelle sue memorie, il Vecchio di Moria scrisse: “Una volta, andai alla festa di Santa Moni. Questo monastero era grande e venne rovinato con la prima invasione turca. Quando passai, la chiesa era diventata un ovile, ed era coperta da rami di alberi. Allora promisi: «Madonna mia, aiutaci a liberare la nostra patria dal tiranno e ti ricostruirò come sei sempre stata (1803)». Mi aiutò e, nel secondo anno di rivoluzione, mantenni la promessa e la ricostruì”.

Nel XIX secolo vennero effettuati dei lavori di restauro e ampliamento del monastero. La fabbricazione del magnifico campanile ebbe inizio nel 1848. L’architettura della chiesa è di una basilica a navata singola. La sua facciata è impressionante. Nello spazio circostante ammirate il panorama verso Diakofti e Kabo Malea a nord, mentre dall’altra parte della chiesa potete scrutare tutte le coste orientali dell’isola, con il campo di Paleopoli e il paese di Avlemona. Nel monastero si segue l’usanza del Decapentismos, durante il quale i credenti pernottano nelle celle dall’1 agosto fino alla festa della Dormizione della Vergine, il 15 agosto e seguono quotidianamente il programma e la celebrazione della Santa Messa. Santa Moni si festeggia il 6 agosto.

Il Beato Theodoros

Il Beato Theodoros (Teodoro) è il protettore di Citera. Nacque a Koroni alla fine del IX secolo. Crebbe a Nauplio, dove si sposò ed ebbe due figli. Il suo più grande desiderio era quello di diventare monaco. Si recò a Roma e successivamente a Monemvasia per chiudersi nella cella della Madre di Dio di Diakonia. Nel 921 circa arrivò a Citera, quasi deserta, dopo le invasioni dei saraceni di Creta. Fece vita monastica nel vecchio tempio dei SS. Sergio e Vakchos. Morì il 12 maggio del 922. Poco tempo dopo la sua morte, dei marinai che passavano da lì, trovarono i suoi resti, che erano quasi intatti, e li seppellirono lì.  La vecchia chiesa venne costruita nuovamente tra il XII e il XIII secolo da artigiani di Monemvasia. Fu dedicata alla memoria del Beato Theodoros. Col passare degli anni la chiesa venne trasformata in monastero. Nel 1630 venne rinnovato dal vescovo di Citera, Athanasios Valerianos. Il monastero si trova fuori dal paese di Logothetianika. Nello spazio del monastero si trova anche una scuola inglese, che è stata ricostruita e funziona come sala riunioni e museo.

Agios Giorgis in montagna

Si tratta di una chiesetta, costruita sul monte che si trova tra quella di Agia Moni e Avlemona. Ci sono 2 chiese, quella ad est è dedicata ad Agios Giorgis (San Giorgio), ed è semplice, ad una navata, con tetto ad arco e con il pavimento a mosaico risalente al VII secolo. La chiesa occidentale a trullo di tipo citeriano è dedicato alla Madonna Myrtidiotissa e ad Agios Nikolaos (San Nicola), è δισυπόστατος e la sua architettura appartiene allo stile citeriano. Ci si arriva dalla strada di Diakofti. Nella zona della chiesa, è stata trovata, dopo alcuni scavi, la cima di un altare minoico. Si suggerisce di fare una piccola gita per ammirare il panorama.

Agios Andreas (Sant’Andrea)

Una delle chiese più importanti dell’isola. Si trova nel centro del paese di Livadi. È una chiesa con struttura a croce inscritta con un trullo, nella forma odierna. È passata attraverso 5 fasi costruttive. Ha tre strati di affreschi. Il primo è del X-XI secolo. Il secondo, del XIII secolo, e il terzo è composto da affreschi post-bizantini del XVI secolo. La chiesa si trova a Livadi.


Agios Dimitrios a Pourko

Si trova a Pourko, tra il paese di Livadi e quello di Agia Elessa. È un intreccio di quattro chiese che, tra loro, formano un quadrilatero con ingresso dal lato occidentale. La chiesa a sud è dedicata ad Agios Dimitrios (San Demetrio), quella a nordest alla Madonna, quella a nord ad Agios Nikolaos (San Nicola) e quella a sudovest all’Arcangelo Gabriele o ad Agios Vasilios (San Basilio). Questa originale architettura non si trova da altre parti. Si conservano tre strati di affreschi. Il più importante è il secondo, che venne realizzato da un pittore di nome Dimitrios. Si è salvata, infatti, la scritta che riporta: “Dimitrios peccatore umile Arcidiacono di Monemvasia”.

Agios Petros (San Pietro)

La chiesa si trova nel paese di Areo. Ha una struttura a croce inscritta con un trullo ottagonale, senza nartece, e si calcola che stata costruita attorno al XIII secolo. Restano strati di affreschi bizantini e post-bizantini.

Agia Varvara (Santa Barbara)

Si trova nel capoluogo bizantino dell’isola, ad Agios Dimitrios, nell’odierna Paleochora. Ha una struttura a croce inscritta con trullo, senza affreschi. Venne costruita nel XIII secolo da artigiani di Monemvasia. La caratteristica originale è la copertura del tetto con la pietra locale “schistolitho”, che καλείται χελόπλακα.



Agios Ioannis (San Giovanni) in Crimnò

Si trova su una pendice rocciosa sopra Kapsali, ad un’altezza di circa 60m. si tratta di una chiesa – grotta, sulla quale è stata costruita una foresteria, con due celle, e una cucina. La prima foresteria venne costruita probabilmente nel XVII secolo, mentre il restauro del monastero avvenne nel 1725, come testimonia l’epigrafe al suo ingresso. La tradizione tramanda che in questa grotta San Giovanni iniziò a scrivere l’Apocalisse, prima del suo passaggio a Patmo.

Agii Anargyri

Il monastero venne costruito nel 1825 dal sacerdote Megalokonomo, nella zona di Xeroulaki, vicino al paese di Drymona. Secondo la tradizione, il sacerdote cercò si raccogliere denaro per la costruzione della chiesa. Quando si trasferì a Costantinopoli per chiedere aiuto, trovò un pirata nel suo percorso, che gli rivelò che aveva nascosto nella spiaggia di Melidoni due piccole giare, con diversi gioielli, monete e altri oggetti preziosi. E gli indicò i punti esatti in cui trovarle. Il sacerdote tornò a Citera e trovò una di queste giare. Con quel tesoro poté costruire il tempio, e in cima al campanile collocò la giara come decorazione e come manifestazione di gratitudine. Il monastero è privato. Appartenne al centesimo rampollo della famiglia Megalokonomo o Metaxà, che divenne poi sacerdote.

la Madonna Orfana in Mylopotamo

Il luogo di venerazione si trova vicino a Mylopotamo, a chilometri a nordovest del paese, in cima ad un vallone ricco di vegetazione. La chiesa è inserita dentro una grotta, lunga 8 metri e larga 7. Nello spazio recintato ci sono celle. In questo luogo è stata rinvenuta una piccola icona della Madonna Eleusa col nome di Orfanì. La chiesa è a tre ipostasi, di cui quella centrale è dedicata alla Madre di Dio, quella a sinistra ad Agios Georgios (San Giorgio) e quella a destra ai santi protettori delle Isole Ionie, Spyridon, Dionisios e Gerasimos. Il giorno del ricordo della Madonna Orfana si celebra il 15 agosto.

La Madonna Myrtidiotissa e la Madonna Orfana al Castello

È la chiesa più grande costruita durante il dominio veneziano, nel 1580 nel Castello di Chora. Era una chiesa cattolica dedicata alla “Madonna dei latini”. Nel 1806 venne consacrata come ortodossa, col nome della Madonna Myrtidiotissa. In questa chiesa venne custodita l’icona della Madonna Myrtidiotissa per circa due secoli, per il timore di incursioni da parte dei pirati. Nel 1842 l’icona ritornò nel luogo di pellegrinaggio di Myrtidon. Accanto alla grande chiesa si trova quella più piccola della “Madonna Orfana”, che appartenne alla famiglia Kallona. Lì vennero custoditi l’icona e i cimeli di Santa Moni Agkarathou di Irakleio di Creta, per 300 anni, quando Creta era occupata dai turchi.

Agios Panteleimon a Paleopoli

Piccola chiesa ad unico ambiente, che conserva l’abside di basilica paleocristiana, con copertura ad arco e si trova a Paleopoli. Oggi sono in corso dei lavori di conservazione e tutela a cura dell’Ufficio dell’erario dell’Architettura bizantina.

Il Crocifisso a Chora – Cattedrale di Citera

La chiesa del Crocifisso venne costruita intorno al 1660 dal vescovo di Citera, Filotheos Darmaros. In quel luogo esisteva già una chiesa. Nell’ingresso dell’attuale chiesa vi è un’epigrafe a muro del fondatore con lo stemma della famiglia Darmaros. La chiesa è consacrata alla Crocifissione, e il suo giorno sacro è il Venerdì Santo con l’apolitichio «Εξηγόρασας ημάς εκ της κατάρας του νόμου...» (“Liberaci dalla maledizione della legge”). Per la durata di quarant’anni la chiesa ospitò, sempre secondo l’usanza, l’icona della Madonna Myrtdiotissa. L’icona rimase lì fino al lunedì dopo Pasqua e venne collocata στο προσκθνητυάρι της, che fu costruito specificatamente da un artista di Zante nel 1806.

Agios Nikon

È una chiesa bizantina che si trova vicino al paese di Potamo. Ha una struttura ad una navata con trullo, che non si incontra da nessun altra parte, solo a Citera. Esistono dieci chiese sull’isola con la stessa architettura.

Torna Su
  • Secondo Isiodo la dea Afrodite è nata nel mare di Citera