È la penisola centrale del Peloponneso
meridionale, che include la parte occidentale della Laconia e il versante
orientale del Taigeto, nonché ad ovest, la parte messianica di Mani che si
affaccia sul golfo della Messenia. Ricca di storia, di leggende e di gente
gagliarda; è una penisola montuosa e costituisce il prolungamento naturale del
Taigeto. Mani fu abitata per la prima volta nell’età del Paleolitico. Dai
reperti archeologici si evince la presenza continua di popolazioni nella zona.
Oitylo è una delle città più storiche e, forse, è la più antica. Venne abitata
da ceppi minoici, dori, per seguire poi la creazione della città-stato di
Sparta. Dopo il declino di Sparta, la zona fu dominata dai romani e, in
seguito, dai bizantini. Mani passò ai francesi 1249 per essere poi consegnata,
insieme a Mystra e a Monemvasia, a Michele Paleologo, a metà del XV secolo.
Mani non cadde mai nelle mani dei turchi. Mantenne la propria autonomia dopo aver combattuto aspramente e lottato per difendere la propria libertà. Gli abitanti di Mani combatterono duramente durante la Rivoluzione greca. Petrobey Mavromichalis dichiarò la rivoluzione ad Areopoli, il 17 marzo 1821. E dopo la liberazione, tuttavia, e fino ai giorni nostri, gli abitanti di Mani l’hanno considerata una nazione chiusa, che ha mantenuto le proprie peculiarità.
Le torri di Mani, depositari chiari e semplici della storia gloriosa della zona, sono conosciuti per la loro architettura; se ne contano quasi ottocento. Vi sono, inoltre, molte chiese bizantine, monasteri, castelli, ecc.
Areopoli è una città storica, vi fu dichiarata, infatti, la Rivoluzione greca. Uno dei luoghi più belli è la piazza lastricata, del 17 marzo 1821. Molto significative sono le torri di Areopoli, tra cui quelle di Mavromichalis, di Pikoulakis, di Kapetanakos, ecc.
La parte meridionale di Mani è costituita dal promontorio Tenaro, superbo, scosceso di fronte al punto più profondo del mar Mediterraneo.
Dopo Areopoli, verso sud, si trovano le grotte
di Diro, tra le più sensazionali della Grecia. Oggi vengono valorizzate
turisticamente e accolgono migliaia di visitatori. Le grotte di Diro sono tre:
Vlychada, Alepotrypa e Katafygi. Le grotte vennero esplorate dal citeriano
Petrochilos e dalla moglie Anna, a metà degli anni ’50. Si possono visitare
tutto l’anno. All’interno del Museo Neolitico di Diro si trovano oggetti
provenienti da queste grotte.
Grotte di Diro
Tel.: +30
27330 52222, +30 27330 52223


